È un gioco di parole… lo Scrabble!

Tra i tanti giochi da tavolo che stimolano il divertimento, l’aggregazione, la complicità, la sintonia, ci sono quelli che, oltre tutto ciò, inducono alla riflessione, all’approfondimento, evocano quegli spunti creativi che solo la linguistica sa creare.

Per poter essere forte diventa un artista della parola, la forza dell’uomo è nella lingua, e la parola è la più potente di ogni arma” (Ptahhotep)… le parole sono l’espressione di se stessi, fanno la differenza, e a volte ‘saperci giocare’ è una ‘chiave’ con cui perdere o vincere… come in uno Scrabble!

Associazioni di pensiero, anagrammi, palindromi, abilità percettive, tattica, giochi di parole… è  questo e molto altro lo Scrabble, il gioco da tavolo più diffuso come strumento di conoscenza e tutela della lingua.

Si propone come una sfida tra due o quattro giocatori che su una plancia formata da 225 caselle devono disporre le 7 lettere estratte a sorte dal sacchetto a comporre una parola di senso compiuto che realizzi il maggior numero di punti. Ad ogni lettera è assegnato un punteggio che è inversamente proporzionale alla frequenza di utilizzo nella lingua italiana (es: la lettera “A” regala 1 punto, la “Q” 10 punti). La plancia di gioco ha caselle speciali che raddoppiano o triplicano il punteggio della lettera posata, o dell’intera parola posta sulla tabella di gioco. Sono previsti 50 punti di bonus per il giocatore che dispone in una sola giocata tutte le lettere. Le parole accettate dalla versione italiana dello Scabble sono quelle rintracciabili nel dizionario italiano, ammesse anche declinazioni verbali ma limitatamente alle forme del gerundio, imperativo, infinito, mentre non sono ammesse sigle e nomi propri tranne se registrati nel dizionario. Queste e alcune altre piccole regole, dopo di che non resta che mettere ‘in tavola’ il proprio talento divertendosi con tutte le possibili combinazioni ed incastri di lettere e parole… sembra complicato? “Badate al senso, e le parole andranno a posto per conto proprio”, avrebbe suggerito Lewis Carrol!

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